
di Marta Blumi Tripodi
Per ora permane il mistero su eventuali iniziative per celebrare l’anniversario: Mel C si dice ottimista, resta l’incognita Beckham
Sembra ieri, ma sono passati già trent’anni da quando cinque ventenni inglesi introducevano al mondo il concetto di girl power. Ad aprire loro la strada, una canzone che sarebbe diventata un inno per generazioni di ragazzine: «Wannabe», pubblicata l’8 luglio 1996.
Sulla carta, le Spice Girls erano solo un esperimento creato a tavolino da Bob e Chris Herbert, due manager inglesi di lungo corso che avevano deciso di provare a sconfiggere lo strapotere dei Take That e delle altre boy band in classifica con un gruppo tutto al femminile. Sfida ardua, perché il pubblico delle adolescenti tendeva – e in parte tende tuttora, basta guardare le classifiche italiane per rendersene conto – a riversare tutto il suo affetto su idoli maschi. Dopo aver provinato circa 400 ragazze, avevano selezionato le cinque prescelte, costruendo un personaggio preciso e identificabile attorno a ciascuna di loro. C’era Geri Halliwell (o Ginger Spice, la rossa tutto pepe); Emma Bunton (o Baby Spice, tenera e infantile); Victoria Adams (oggi Victoria Beckham, o Posh Spice, la modaiola dei quartieri alti);




