di Silvia Turin
Il sonno più breve e leggero è una conseguenza fisiologica del passare degli anni. In qualche caso, però, può essere il segnale di qualche disturbo di salute, che vale la pena provare a riconoscere
È esperienza comune constatare come la maggior parte degli anziani dormano peggio e male.
Si tratta di una conseguenza dell’invecchiamento o si può evitare? Ma, soprattutto, un sonno breve e frammentato può essere il segnale di un problema di salute più serio? Di un inizio di decadimento cognitivo?
Come cambia il sonno
Per capirlo, è necessario analizzare come cambia il sonno dopo i 50-60 anni e quali variazioni siano fisiologiche o meno.
Innanzitutto si modifica il ritmo circadiano, l’orologio biologico che regola le nostre funzioni vitali: «Andando avanti con gli anni si tende ad andare a letto e svegliarsi prima — afferma Luigi Ferini Strambi, Primario del Centro di Medicina del sonno, Irccs Ospedale San Raffaele di Milano e Professore di Neurologia alla Facoltà di Psicologia dell’Università Vita-Salute del San Raffaele — e questo è dovuto al picco minimo di temperatura corporea che anticipa (in un adulto è intorno alle 3:30-4:00) e sposta gli orari di veglia e sonno».
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