L’Italia continua a essere una delle principali destinazioni turistiche mondiali, ma i flussi restano fortemente concentrati. Su circa 140 milioni di arrivi annuali, l’80% si concentra in appena un quinto dei Comuni italiani, mentre migliaia di piccoli centri, pur custodendo un patrimonio culturale e paesaggistico di primo piano, restano ai margini dei principali itinerari. È quanto emerge dal primo Osservatorio sul turismo diffuso in Italia, realizzato da Airbnb insieme a The European House – Ambrosetti e presentato a Tivoli. Lo studio propone una riflessione sul potenziale dei piccoli comuni, evidenziando come una distribuzione più equilibrata dei visitatori possa produrre benefici economici e sociali per i territori meno conosciuti. Airbnb ha quindi siglato un accordo con Anci e lanciato un fondo da 1,5 milioni di euro destinato proprio ai piccoli borghi.

Airbnb ora guarda ai piccoli borghi Un patrimonio ancora poco valorizzato
L’Italia dispone di un patrimonio turistico che non si limita alle grandi città d’arte. Oltre ai 61 siti Unesco, il Paese conta migliaia di musei, aree archeologiche, monumenti, borghi storici e località insignite della Bandiera Arancione. Eppure, gran parte dei visitatori continua a concentrarsi nelle mete più note come Venezia, Roma, Firenze, Napoli e Milano. Secondo l’Osservatorio, nel 2025 il




