Esiste nell’imagginario collettivo globale qualcosa di più iconico e senza tempo di un aperitivo a Capri? L’isola azzurra è da sempre un simbolo mondiale della mondanità, dell’eleganza esclusiva e sussurrata, delle sfilate in Piazzetta e dei sandali artigianali fatti su misura. Ma dietro ai caffè storici, agli alberghi lussuosi dove la grande ospitalità è una tradizione quasi viscerale e ai mega-yacht ormeggiati tra Marina Piccola e i Faraglioni, si nasconde anche un’anima diversa, fatta di terra da coltivare, muretti a secco e tanto, tanto lavoro.
Una vista su Marina Grande e le falesie di Capri, dove la roccia calcarea incontra il mare e sfida la viticoltura eroica dell’isola
Una viticoltura veramente eroica, che sfida la roccia calcarea e i pendii scoscesi che si tuffano nel vuoto. Ecco perché, quando si sbarca sulla perla del Golfo di Napoli, ordinare il Capri Doc non è semplicemente assaggiare il vino locale, ma un atto di rispetto verso una tradizione fortemente identitaria.
Storia e caratteristiche della denominazione Capri Doc
Istituita quasi mezzo secolo fa, la Doc Capri è oggi una delle più piccole della Campania. Nel corso degli anni lo sviluppo edilizio e




