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Social Freezing, 30enni sempre più interessate. In Veneto una proposta di legge per renderlo rimborsabile

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Donne più consapevoli e interessate alla crioconservazione degli ovociti per spostare più avanti l’esperienza della maternità. «Riceviamo molte più richieste per questi percorsi», racconta la dottoressa Alessandra Andrisani dell’Università di Padova, mentre effettua una delle decine di ecografie per la valutazione della riserva ovarica che sono state offerte gratuitamente all’interno dell’iniziativa Dì Salute Weekend a Padova. L’obiettivo della giornata di visite è di offrire un’informazione chiara sulle possibilità del social freezing. «Alcuni falsi miti sul social freezing sono che riduce la riserva ovarica e quindi la fertilità o che faccia sviluppare i tumori», spiega Lara Ranzato, di MeggyCare, startup che si occupa di divulgazione e orientamento sul social freezing. Nel frattempo nella Regione Veneto si punta a rendere la pratica, al momento molto costosa, rimborsabile fino a 3mila euro per le donne under32 con un Isee non superiore a 30mila euro. «Non è la risoluzione a tutti i problemi di natalità di questo Paese – chiarisce il consigliere regionale di Riformisti Veneti in Azione, Nicolò Rocco che ha presentato la proposta di legge – il servono politiche sociali ma rimane un’opportunità per le donne».

17 settembre 2026

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