Dopo una settimana turbolenta, segnata da un annullamento pochi istanti prima del lancio e un rinvio per maltempo, SpaceX è finalmente riuscita a portare in volo la missione Starship Flight 13.
Il decollo, con il booster 20 e la navicella 40, è avvenuto alle 00:51 ora italiana del 25 luglio dalla rampa di Starbase.
Il primo tentativo del 16 luglio si era concluso con uno sto automatico a T-0, cioè un istante prima del lancio: solo 29 dei 33 motori Raptor si erano accesi correttamente, bloccando il conteggio. Elon Musk, fondatore e CEO di SpaceX, aveva spiegato che l’interruzione era scattata automaticamente a causa della mancata accensione di alcuni propulsori. Si è trattato della prima interruzione di questo tipo nel programma Starship ad avvenire con la sequenza di lancio già impostata.
Nei giorni successivi, l’azienda ha chiarito che il problema riguardava sei motori del booster. Un calo di pressione nelle turbopompe dell’ossigeno liquido, causato probabilmente da infiltrazioni di umidità, aveva impedito l’avvio di quattro propulsori.
Riparazioni e sfida contro il meteo
SpaceX ha quindi smontato navicella e booster per effettuare le necessarie riparazioni. Dopo la sostituzione di sei motori —




