
di Chiara Maffioletti
Presentato il lavoro sul tycoon. Il regista Gibney: «Personaggio pericoloso»
«Mi hanno offerto 40 milioni di dollari per farmi tacere. Ma in questo modo mi sono resa conto del potere che aveva quello che avevo da dire». Se fosse stato un tweet, avrebbe ricevuto una valanga di cuoricini. Oppure, forse con più probabilità, sarebbe stato oscurato.
Ma Ashley St. Clair, influencer americana individuata e scelta da Elon Musk proprio attraverso il suo social, X, come degna madre di uno dei suoi tanti figli, ha pronunciato queste parole alla Mostra del Cinema, al fianco di Alex Gibney, regista di «Musk». Il monumentale documentario — dura quattro ore — presentato Fuori concorso a Venezia, vede anche lei tra i pochi volti intrepidi che hanno scelto di parlare alle telecamere di una figura tanto potente quanto inquietante come Elon Musk.
Perché abbia scelto di farlo, lei che non troppi anni fa pareva aver aderito al folle pensiero del magnate, non solo facendoci un figlio ma anche promuovendo idee politiche ultra conservatrici, lo ha spiegato con la stessa franchezza: «Volevo dare un esempio ai miei figli: mostrare che non bisogna mai sentirsi a disagio quando si




