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Sicurezza alimentare, l’Haccp da solo non basta più: il caso HiPP lo dimostra

L’industria alimentare ha costruito nel tempo sistemi sempre più evoluti per garantire la sicurezza dei prodotti, basati su controlli igienico-sanitari rigorosi e su un impianto normativo consolidato come quello definito dal Regolamento (CE) 852/2004. Questo modello resta imprescindibile, ma non più sufficiente a coprire tutte le tipologie di rischio che oggi interessano la filiera, inclusi i contesti di distribuzione e somministrazione. Il caso degli omogeneizzati HiPP, emerso nell’aprile 2026 tra Austria, Repubblica Ceca e Slovacchia, rappresenta un esempio concreto di questa evoluzione. In alcuni vasetti destinati alla prima infanzia sono state rilevate tracce di bromadiolone, un veleno per topi, con conseguente attivazione di ritiri su più mercati nel giro di poche ore.

Contaminazione alimentare lungo la filiera: il caso HiPP

L’elemento più rilevante non è solo la natura della contaminazione, ma il punto in cui si è verificata. Le evidenze indicano che i prodotti avevano lasciato lo stabilimento in condizioni conformi e che la manomissione sia avvenuta successivamente, lungo la filiera distributiva. Anche in presenza

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