di Rita Querzè
Ciarrocchi (Confindustria Ceramica): il costo degli Ets ci sta soffocando
Il distretto della ceramica sta diventando l’emblema dell’industria stritolata dai costi dell’energia. Ieri il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ne ha segnalato per l’ennesima volta il caso.
Davvero ci sono 40 mila posti di lavoro a rischio solo in Emilia-Romagna?
«È così. Tra area di Sassuolo e di Faenza le nostre aziende garantiscono 20 mila posti di lavoro che raddoppiano con l’indotto. Non lo diciamo noi ma uno studio dell’università di Reggio Emilia», risponde il presidente di Confindustria Ceramica, Augusto Ciarrocchi.
Colpa dell’impennata dei prezzi del gas necessario a cuocere le piastrelle?
«Questo è un fattore fondamentale ma adesso se ne è aggiunto anche un secondo».
Quale?
Esportavamo molto in Medio Oriente, ma con la guerra nel Golfo quel mercato si è chiuso. Sempre a causa della guerra le argille e i prodotti da cava arrivano da noi facendo viaggi pazzeschi. In alcuni casi circumnavigano l’intera Africa. Si figuri i costi».
Anche il prezzo del gas dipende dai conflitti.
«Esatto. Quando si è smorzato l’impatto della guerra in Ucraina eravamo scesi a un valore sostenibile. Oggi siamo a 48 euro/MWh ma in alcuni giorni siamo tornati




