Alle minacce nucleari dei russi siamo abbastanza abituati in questi quattro anni di invasione russa contro l’Ucraina e di sostegno europeo all’Ucraina. C’è tutta una letteratura di Medvedev, ex presidente russo, diventato poi negli anni una specie di Joker moscovita che ogni tanto le spara grosse, minaccia l’uso delle atomiche e quant’altro. Però questa volta c’è una novità che non riguarda la minaccia in sé ma il luogo da dove parte la minaccia: Roma.
Il 15 aprile, nella sede dell’ambasciata russa nella residenza dell’ambasciatore russo in Italia Alexey Paramonov e si è tenuto un convegno per la presentazione di un libro di strategia il cui titolo dice già molto: “Dalla deterrenza alla coercizione, la nuova dottrina nucleare della Russia”. I tre autori russi del libro sono stati presentati da Paramonov come i massimi esperti della sicurezza nucleare russa e uno di loro – Sergey Karaganov in videoconferenza – si è spinto molto, molto avanti e ha spiegato che se l’Europa continuerà a varcare linee rosse e a essere così minacciosa contro la Russia, lui sostiene appoggiando il regime dei nazisti, lui sostiene di Kiev, naturalmente, che può succedere e succederà che la Russia dovrà prima usare




