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Scontro Palantir-Anthropic, cosa c’è dietro le quinte (fra i dem)

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Mentre Palantir, la società di Peter Thiel, chiede di non fermare la corsa all’IA, Anthropic vuole e alleanze tra governi

È uno scontro dalle profonde venature politiche quello che si sta registrando, negli Stati Uniti, all’ombra del dibattito sull’IA. Il ceo di Palantir, Alex Karp, ha preso le distanze dalla proposta, avanzata da Dario Amodei, di rallentare lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale a causa dei rischi catastrofici che essa comporterebbe.

«Se non avessimo degli avversari, sarei molto favorevole a sospendere completamente questa tecnologia, ma li abbiamo. Non si può sospenderla», ha detto. Il riferimento era ovviamente alla competizione con la Cina.

Non è del resto un mistero che Peter Thiel abbia sempre avversato le regolamentazioni nel settore tecnologico, sostenendo che avrebbero indebolito la capacità competitiva di Washington nei confronti di Pechino.

Non a caso, durante le conferenze romane che ha tenuto a marzo, Thiel ha sostenuto che l’anticristo punterebbe a prendere il potere facendo leva sulla paura dell’Armageddon: il suo obiettivo, argomentava il presidente di Palantir, sarebbe quello di creare uno Stato mondiale, basato su norme e controlli che imbriglierebbero lo sviluppo tecnologico.

Difficile non vedere una tale visione come antitetica all’approccio di Anthropic. È stato un ex

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