
di Claudio Bozza, inviato a Barcellona
La segretaria del Pd a Barcellona per la «nuova Internazionale socialista». Le prime mosse in vista delle primarie e lo stop a Mosca: niente accordi sul gas, faremmo un piacere a Putin
DAL NOSTRO INVIATO
BARCELLONA – «Pace, normalità e protezione sociale». Elly Schlein, per cambiare passo, usa queste tre parole dal palco di Barcellona, dove si riunisce la nuova Internazionale socialista, guidata dal premier spagnolo Pedro Sánchez, con a fianco il presidente brasiliano Inácio Lula.
I toni contro sono meno barricaderi. Il messaggio, soprattutto per l’Italia, è chiaro: niente paura, siamo pronti a governare. «Ho detto a tutti che ci candidiamo alla vittoria», dice la segretaria del Pd, convinta che, dopo il referendum e le difficoltà di Giorgia Meloni, questo sia il suo «momentum» per provare a guidare la riscossa contro la destra sovranista.
A cena c’è la cilena Isabel Allende che la prende a braccetto e le fa i complimenti per aver tutelato le istituzioni dopo lo scomposto attacco di Donald Trump sul mancato aiuto in Iran: «Elly, ho sentito il tuo intervento in Parlamento: hai fatto la cosa giusta a difendere la vostra premier, pur essendo un’avversaria».
L’occasione, con




