di Claudia Voltattorni
Il sottosegretario di Stato per il Sud e il decreto Lavoro appena approvato dal governo: «Fondamentale per un lavoro stabile e di qualità». Il salario minimo? «Io sempre contrario, meglio il salario giusto».
Dallo scorso giugno Luigi Sbarra, ex segretario generale della Cisl per 4 anni, è sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio con delega al Sud. Nelle ultime settimane ha lavorato con il sottosegretario alla presidenza Alfredo Mantovano, la ministra del Lavoro Marina Calderone e il sottosegretario Claudio Durigon al decreto Lavoro appena approvato.
Sottosegretario, era necessario un nuovo decreto Primo maggio, il quarto del governo Meloni per la festa dei lavoratori?
«Sì. È un provvedimento di assoluto valore che mette in campo iniziative per rafforzare l’occupazione con interventi per creare lavoro stabile e di qualità, per un mercato più giusto e moderno capace di coniugare crescita economica e giustizia sociale».
Il suo ex collega Maurizio Landini, segretario della Cgil, lo boccia: «Tutti i soldi del decreto sono per le imprese e non per i lavoratori».
«Veniamo da stagioni di bonus e interventi assistenzialisti. Questo governo vuole improntare sempre più politiche per la crescita e lo sviluppo. Stanzia quasi




