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Salvatore Naldi, il bimbo tifoso che divenne presidente e fece fallire il Napoli

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Diede il via alla sua avventura da patron azzurro dicendo “oggi si è avverato il mio sogno: un tifoso è diventato presidente del Napoli”, ma concluse affermando che fosse stato “lasciato solo”. Nel mezzo, annate… “ad minchiam”

Anni dopo, in una occasione pubblica, trattenendo un’emozione che stava tracimando nelle lacrime, faticando a trovare le parole esatte per misurare l’antico e mai sopito dolore, recuperando la forza di riconsiderare quelle stagioni di molti tormenti e poche passioni, disse – e lo disse con la voce strozzata – che all’epoca era rimasto solo, perché l’avevano abbandonato tutti. Aggiunse che ci sarebbero voluti più soldi, molti di più di quelli che aveva messo lui; spiegò che le istituzioni, a Napoli, non l’avevano aiutato, raccontò che quello che gli altri avevano considerato uno sfizio per lui era stato amore, solo amore. 

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