La salumeria italiana ha chiuso il 2025 con una produzione di 1,173 milioni di tonnellate, in crescita dello 0,6% rispetto all’anno precedente, per un valore complessivo di 9,643 miliardi di euro (+1,9%). È quanto emerso dall’Assemblea annuale di Assica, l’Associazione industriali delle carni e dei salumi aderente a Confindustria, che nel 2025 ha festeggiato il proprio 80esimo anniversario. A sostenere la crescita del comparto è stato ancora una volta l’export, che ha raggiunto 231.645 tonnellate per un valore superiore a 2,5 miliardi di euro, registrando un incremento del 5,3% sia in volume sia in valore. Sul mercato interno, invece, la disponibilità al consumo è salita a 989.200 tonnellate (+0,5%), con un consumo pro capite che si è attestato a 16,6 chilogrammi annui.

La salumeria italiana ha superato i 9,6 miliardi di euro nel 2025
Tra le diverse categorie di prodotto, il prosciutto cotto si è confermato il salume più consumato dagli italiani, rappresentando il 28,1% del totale. Al secondo posto si è collocato il prosciutto crudo con il 21%, seguito da mortadella e wurstel con il 19,6%, salame con l’8,3% e bresaola con il 2,4%. Gli altri salumi hanno inciso complessivamente per il 20,6%. «Alla luce dei recenti annunci di aumento




