
di Valentina Santarpia
La sindaca di Genova ribadisce il suo no: «Ho ricevuto un mandato, ed essendo stata scelta dal campo largo non sarebbe corretto esprimere una preferenza per uno solo dei candidati».
«Non mi candido, non cambierò idea: e se dovessero essere indette le primarie, voterò scheda bianca per correttezza nei confronti dei partiti che mi hanno sostenuto»: la sindaca di Genova, Silvia Salis, nega ancora una volta la sua intenzione di candidarsi alle primarie del centrosinistra, e scherza: «Invito a una cena di pesce tutti quelli che dicono che mento e che cambierò idea». Lei è la più corteggiata, anche dal leader di Iv Matteo Renzi, quella che potrebbe sciogliere il nodo Schlein-Conte, ma continua a ribadire: «Ho ricevuto un mandato preciso e voglio portarlo avanti».
Nell’incontro al Tempo delle donne 2026, invitata insieme alla sindaca di Firenze Sara Funaro e alla sindaca più giovane di Italia, Maria Vittoria Rusca, Salis racconta paure e difficoltà di essere una delle rappresentanti di quello sparuto 13% che è la quota delle sindache italiane.
Donne prese di mira spesso per le loro abitudini personali, più che per le scelte politiche: «Di noi guardano aspetto, età, figli, matrimonio: agli uomini




