
di Elisa Messina, Valentina Santarpia
Il leader di Iv: «Non voglio stare in prima fila, ma farò di tutto perché il centrosinistra arrivi alle elezioni unito». Il suo incubo? «Meloni al Quirinale e Vannacci a palazzo Chigi»
«Un caffè con Giuseppe Conte? Non ho problemi a prenderlo, e anche a parlare del passato, purché cominciamo a pensare al futuro»: così il leader di Italia Vina Matteo Renzi, ospite sul palco del Tempo delle donne 2026 a Milano. La leadership del centrosinistra è un tema, lo ammette l’ex presidente del Consiglio, ma per lui l’unica strada possiible sono le primarie: «Ci saranno sicuramente Schlein, Conte, e poi chissà. Salis mi piacerebbe, la voterei, ma lei continua a dire che non vuole partecipare, rispetto la sua scelta. Ma sono contento che Salis e anche altre sindache e sindaci possano portare il loro contributo. Uno come Vincenzo De Luca per esempio, va ascoltato quando si parla di sicurezza».
Sul ruolo del centro nella coalizione di centro-sinistra Renzi ribadisce: «Che sia garantista» e non risparmia frecciate al «giustizialismo dei grillini». Però è tempo di dialogo. E non di rivendicare, dice, una posizione di leader dento la coalizione.
«Io non voglio ruoli, non




