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Risoluzione storica dell’Onu: «Combattere il cambiamento climatico è un obbligo giuridico, non una scelta politica»

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di Silvia Morosi

Sono stati 141 i sì alla risoluzione sull’obbligo giuridico per i governi di affrontare l’aumento della temperatura globale e i suoi effetti. Contrari 8 Paesi: Usa, Russia, Iran, Israele, Arabia Saudita, Yemen, Liberia e Bielorussia

«Affrontare la crisi climatica è un obbligo giuridico ai sensi del diritto internazionale, e non solo una scelta politica». L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato nella serata di mercoledì 20 maggio una risoluzione storica, che rafforza gli obblighi degli Stati in materia di clima: 141 i voti favorevoli, 8 quelli contrari (gli Usa di Donald Trump, che fin dalla sua elezione ha chiarito come il cambiamento climatico non faccia parte della sua agenda e abbia deciso anche di uscire dall’Accordo di Parigi e da altri importanti accordi ambientali; Russia; Iran; Israele; Arabia Saudita; Yemen; Liberia e Bielorussia), 28 le astensioni. Tra queste la Turchia, Paese candidato per ospitare la prossima COP31. Quando già nel luglio 2025 la Corte Internazionale di Giustizia – il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite – aveva stabilito che gli Stati hanno l’obbligo di proteggere l’ambiente dalle emissioni di gas serra, la decisione era stata salutata come una svolta. La Corte aveva anche chiarito che in caso di violazione degli

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