di Redazione Salute
Non è solo un modo di dire: il cuore può rispondere a stati d’animo con alterazioni «fisiche». Ma allo stesso tempo i disturbi cardiovascolari possono indurre stati ansiosi e depressivi e una depressione protratta
Non è solo un modo di dire: il cuore può emozionarsi e allarmarsi, rispondere in tempo reale a stati d’animo, a eventi traumatici, a rabbia e paure, e uno stress protratto può causare un aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, predisporre ad aritmie e a eventi cardiovascolari acuti. Ma allo stesso tempo i disturbi cardiovascolari possono indurre stati ansiosi e depressivi e una depressione protratta può a sua volta peggiorare una condizione cardiovascolare compromessa.
Di questa circolarità tra cuore e psiche si sono occupate recenti linee guida dell’European Society of Cardiology (ESC), con una Dichiarazione di Consenso che dà specifiche indicazioni su come tenere in equilibrio il complesso rapporto tra disturbi cardiovascolari e salute mentale. «Questo Clinical Consensus Statement dedicato a salute mentale e malattie cardiovascolari è nato dalla necessità sempre più stringente di integrare due mondi apparentemente lontani, quello delle cardiopatie e quello della salute mentale, che nella pratica clinica si presentano in maniera decisamente integrata» dice




