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Rimborso 730, quando arriva in busta paga (e perché può slittare): cosa fare se il rimborso non c’è

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Per lavoratori e pensionati il conguaglio non arriva nello stesso momento. Ecco da cosa dipendono i tempi del rimborso 730, quando possono slittare e quali controlli fare

Per milioni di lavoratori è iniziata l’attesa del rimborso Irpef del modello 730. Molti lo troveranno nella busta paga di luglio (o nello stipendio pagato ad agosto, se la retribuzione è riferita a luglio), altri dovranno aspettare settimane o addirittura mesi. La data del conguaglio, infatti, non è uguale per tutti, ma dipende dalla trasmissione della dichiarazione, dalla presenza del sostituto d’imposta e dagli eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate.

Non esiste quindi un giorno fisso per l’accredito. Il rimborso viene riconosciuto con la prima retribuzione utile dopo che il datore di lavoro riceve dall’Agenzia delle Entrate il prospetto di liquidazione (modello 730-4). Per questo anche due contribuenti che hanno presentato la dichiarazione nello stesso periodo possono ricevere il conguaglio in momenti diversi.

Quando viene pagato il rimborso del 730

In via ordinaria, chi ha trasmesso il modello 730 entro la fine di maggio riceve il rimborso con la retribuzione di competenza di luglio, mentre per i pensionati gli accrediti iniziano generalmente dal mese di agosto.

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