
di Luigi Ippolito
Il sovrano britannico, parlando al Congresso durante la sua visita negli Stati Uniti, richiama al sostegno della Nato e dell’Ucraina. Polemica sulle frasi dell’ambasciatore di Londra
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – Missione impossibile, missione compiuta: la magia della Corona, incarnata da re Carlo, ha domato gli spiriti animali di Donald Trump e ridato smalto e cemento a una relazione speciale che aveva subito più di una picconata. Un esercizio difficilissimo, quello del sovrano britannico in visita negli Stati Uniti, che si è risolto nell’esito sperato.
Quanto fosse delicata la posta in gioco lo si leggeva sul volto di Carlo, mentre Trump pronunciava il discorso di benvenuto sul prato della Casa Bianca: il sovrano guardava il presidente con aria a volte preoccupata, altre volte con un sorriso fra l’ironico e l’incredulo. Ma per una volta The Donald non è uscito dal seminato e si è lanciato in un accorato peana del legame storico fra l’America e la Gran Bretagna: nessun cenno ai recenti dissapori col premier Keir Starmer, che lo avevano condotto sulle soglie dell’insulto e del disprezzo, nessuna menzione dei dissidi sull’Iran o le Falklands.
Al contrario, Trump ha proclamato che «gli americani




