di Redazione Economia
La protezione dei caveau è garantita da perimetro blindato, ispezioni periodiche e sistemi di allarme. «Tutti i sistemi di sicurezza hanno funzionato regolarmente e hanno permesso l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine»
Risparmiatori in ansia dopo la sensazionale rapina con la presa in ostaggio di 25 tra clienti e impiegati – tutti fortunatamente illesi e rapidamente liberati – che si è svolta nella filiale del Crédit Agricole di Piazza Medaglie d’Oro, a Napoli, il 16 aprile scorso. Serpeggia tra molti depositanti – di qualsiasi istituto bancario – un senso di insicurezza circa la tutela dei propri beni lasciati in custodia nei caveau delle banche. E soprattutto la curiosità di capire meglio quali sono i protocolli di sicurezza utilizzati per evitare che in futuro episodi analoghi possano ripetersi.
Le argomentazioni di Crédit Agricole
Per spiegare meglio le circostanze di fatto e il funzionamento delle procedure di sicurezza – frutto anche di accordi interbancari di sistema – Crédit Agricole Italia risponde ad alcune critiche secondo cui «la sicurezza della Banca sarebbe stata carente e sono state prese di mira soltanto le cassette non blindate». Da qui alcune precisazioni, anche tecniche, nell’interesse della corretta informazione della propria clientela e dell’opinione




