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Cooperative, il 56 per cento impiega lavoratori stranieri: i nodi di lingua, casa e integrazione

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di Dafne Roat

Un’indagine pubblicata dalla rivista della Cooperazione trentina rimette al centro il tema della manodopera straniera

Il mondo economico trentino ha bisogno di lavoratrici e lavoratori stranieri. E anche il sistema cooperativo oggi guarda sempre più oltre confine. Più della metà delle cooperative trentine impiega personale straniero. Un’indagine pubblicata dalla rivista della Cooperazione rimette al centro il tema della manodopera straniera. Oggi il 56% delle cooperative può contare su lavoratrici e lavoratori stranieri. In alcune realtà sono una presenza importante, rappresentano un terzo del personale nel 5% delle realtà interessate dal sondaggio, che ha coinvolto Famiglie Cooperative, cooperative di lavoro e servizi, agricole e sociali . E c’è un altro dato: il fabbisogno di manodopera estera riguarda tutti i comparti. Per il 34% dei consorzi la presenza è aumentata negli ultimi tre anni, mentre per la maggioranza (58%) la situazione è stabile.

Il sondaggio

Il sondaggio è stato diffuso nei giorni scorsi in un clima di polemiche in vista del «Remigration Summit» di Milano che ieri, 18 aprile, ha chiamato a raccolta una corposa delegazione di leghisti trentini. C’era anche il presidente Maurizio Fugatti, comparso però solo alla fine del corteo. Il Trentino ha bisogno degli

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