
di Francesco Strippoli
Il vice presidente della Commissione Ue, ex ministro di FdI nel governo Meloni, ha ricordato nel suo post che «la libertà non è mai scontata». E ha ricordato De Gasperi, Adenauer e Schuman
Un post su Facebook che non sorprende ma ugualmente attira l’attenzione. Lo ha scritto Raffaele Fitto, vice presidente esecutivo della commissione europea. Eccolo: «La libertà non è mai scontata! Ricordare ai nostri figli il sangue versato per riconquistarla è un dovere assoluto. Il 25 aprile celebriamo la liberazione dell’Italia dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista».
Il nitore dei concetti espressi non lascia spazio ad alcun equivoco, né a interpretazioni forzate o strumentali. Quelle frasi non sorprendono perché Fitto affonda le proprie radici culturali nella cultura politica democratico-cristiana. Che si è sempre sentita protagonista assieme a tutte le altre (di sinistra, moderate, conservatrici, laiche, monarchiche) che furono protagoniste nell’esperienza della Resistenza e poi della Liberazione. E tuttavia attirano l’attenzione perché Fitto è (in Italia) un autorevole esponente di FdI.
Formazione che non riesce a liberarsi, forse per ragioni elettorali, dal legame con i nostalgici di un tempo che fu. E che non dovrà mai tornare. Difatti la dichiarazione su Facebook




