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Quishing, la truffa del QR Code ai parcometri che svuota i conti: i cinque trucchi per difendersi

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Da Pesaro l’allarme sulla nuova frode digitale. Non solo parcheggi, ma anche ristoranti, app, volantini e colonnine elettriche. Ecco come funziona il quishing e le regole per difendersi

Scendi dall’auto, tiri fuori lo smartphone, inquadri il quadratino bianco e nero sul parcometro e paghi. Questione di secondi. Ma proprio qui si nasconde una delle ultime truffe digitali: il quishing: QR Code e phishing. L’allarme arriva da Pesaro, dove Pesaro Parcheggi ha scoperto decine di adesivi pirata incollati sopra i codici QR originali dei parcometri cittadini. L’azienda ha rimosso le esche e sporto denuncia, ma il fenomeno rischia di replicarsi ovunque e non solo sui parcheggi.

La truffa del Qr Code nei parcheggi come funziona

Il meccanismo è semplice: i truffatori stampano un QR Code falsi e lo applicano sopra quello autentico. Chi lo scansiona non finisce sul portale del Comune, ma su una pagina clone, graficamente identica a quella ufficiale, dove inserisce i dati della carta di credito, il codice di sicurezza e talvolta anche informazioni personali per ricevere la ricevuta. Dati che finiscono dritti in mano ai cyber criminali. Il paradosso? Non si paga nemmeno la sosta, col rischio di trovarsi pure la multa.

Come funziona il quishing

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