
In Italia si risparmia, ma non dappertutto allo stesso modo. C’è chi vive in territori dove i depositi bancari superano mediamente i 30mila euro per abitante e chi, invece, risiede in regioni dove la cifra è poco superiore ai 12mila euro. Una distanza che racconta le profonde differenze economiche del Paese, ma anche un’evoluzione meno scontata di quanto possa sembrare: negli ultimi cinque anni, infatti, sono state proprio le aree tradizionalmente più svantaggiate a registrare la crescita percentuale maggiore delle somme depositate in banca.
Secondo un’elaborazione di Isnec e Withub sui dati della Banca d’Italia, pubblicata dal Corriere della Sera e riferita a maggio 2026, i depositi bancari delle famiglie italiane raggiungono una media nazionale di 19.812 euro per abitante, con un incremento del 4,3% rispetto al 2021. Un valore che, preso isolatamente, suggerisce una sostanziale tenuta della liquidità, ma che nasconde una distribuzione territoriale profondamente disomogenea, con differenze che diventano particolarmente evidenti confrontando le regioni settentrionali con il Mezzogiorno e le Isole.
Va chiarito, però, un elemento fondamentale: i 19.812 euro non rappresentano la somma effettivamente posseduta da ogni italiano, né il saldo medio dei singoli conti correnti. Si tratta di un valore pro capite calcolato rapportando i depositi




