di Adriano Barrì
I rincari del Brent hanno spinto le azioni legate alle materie prime: d’Amico ha guadagnato quasi il 100%, Saipem il 70%, Eni e Tenaris il 60%. Ma adesso, che cosa conviene fare?
Nell’ultimo mese il Brent, il petrolio greggio di riferimento per l’Europa, è salito dell’8,3 per cento e in un anno il rialzo arriva al 47 per cento. Il gas scambiato alla Borsa di Amsterdam, il riferimento europeo, è più che raddoppiato in dodici mesi. A spingere i prezzi sono le tensioni in Medio Oriente, anche se negli ultimi giorni il greggio ha corretto del 6 per cento dai massimi. I titoli dell’energia di Piazza Affari hanno seguito il movimento, con l’indice Ftse Italia Energia in rialzo del 49,3 per cento in dodici mesi, ma non l’ultima fiammata: nell’ultimo mese l’indice è salito del 3 per cento. Segno che il mercato osserva la durata dei nuovi rincari e comincia a distinguere tra chi ha già corso e chi potrebbe ancora farlo.
L’indagine e la corsa di Eni
Un’elaborazione de L’Economia del Corriere della Sera, ha selezionato i titoli di Piazza Affari esposti ai prezzi delle materie prime energetiche, dalle blue




