Appartengo a quella gente che ogni giorno lavora su turni: 7.00-15.30, 15.00-23.30, notti, turni spezzati o a cavallo. Fine settimana e festività incluse. L’ospitalità e la ristorazione sono stati da sempre il mio mondo. Mio nonno era ristoratore, mia nonna guardarobiera. Mio papà era italiano e mia mamma olandese, lavoravano insieme in portineria e ricevimento di un albergo a Sorrento, il Conca Park, dove si sono conosciuti e poi sposati. Ho un fratello che attualmente lavora con me al front office dell’Hilton Sorrento Palace a Sorrento (Na).
Una vista notturna dell’Hilton Sorrento Palace a Sorrento (Na)
Una vista notturna dell’Hilton Sorrento Palace a Sorrento (Na) Papà lavorava in albergo come lavoratore stagionale del turismo. Non ho memoria di lui d’estate fino a quando ho compiuto 6 anni e lui incominciò a prendersi il mercoledì come giorno di riposo.
L’ascolto dell’ospite come chiave dell’ospitalità contemporanea
Proprio alla luce della mia esperienza,




