
Il presidente di Coldiretti chiede un nuovo Pnrr europeo per il settore agroalimentare
«Sono preoccupato rispetto allo scenario di incertezza dovuto a quello che ci circonda. Abbiamo avuto 80 anni di pace, ma con due guerre negli ultimi 4 o 5 anni, ciò che davamo per scontato non lo è più», la constatazione arriva da Ettore Prandini, al suo ottavo anno alla guida di Coldiretti, che ieri e oggi ha in calendario il Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione.
La sua base associativa da che cosa è allarmata?
«I costi sono esplosi con le guerre e con le scelte folli dell’Europa che aggiunge solo burocrazia. Siamo penalizzati dalla delocalizzazione favorita dall’Europa in tanti settori produttivi, pensiamo ai fertilizzanti. La logica dell’acquisto al minor prezzo ha portato alla chiusura di attività produttive interne e all’acquisto di prodotti provenienti da altri Paesi. Oggi i fertilizzanti e i concimi a base chimica hanno raddoppiato il prezzo, con l’aggravante del rischio di non riuscire a ottenerne la disponibilità. L’altra grande preoccupazione è legata alle risorse economiche, mai come adesso abbiamo bisogno di un’Europa forte che accompagni tutti gli Stati membri in una competizione globale. Ma la Commissione Ue non sta dando risposte a una situazione peggiore del




