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Po, sessantotto giorni sotto la portata critica e nuove emergenze. I dati della «carovana» di Legambiente

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di Alessandro Sala

La riduzione dei ghiacciai si accompagna ad un’altra emergenza dei nostri tempi, quella idrica. I due aspetti sono correlati, perché per effetto della fusione dei nevai d’alta quota spesso cresce anche la portata di torrenti e fiumi. I quali, in concomitanza con eventi meteorologici estremi, peraltro sempre più frequenti, si caricano oltre la loro capacità e finiscono spesso con  con l’esondare e causare dissesti. Ma il ridimensionamento dei ghiacciai significa al tempo stesso anche perdita di grandi riserve idriche, che attraverso la normale fusione primaverile ed estiva hanno sempre contribuito ad alimentare in maniera regolare i corsi d’acqua. Il processo di fusione, tuttavia, non è più «normale» da tempo, la regolarità è venuta meno, e il risultato è che a valle i fiumi soffrono spesso di scarsità d’acqua. 

Lo dimostrano anche i dati della prima «Carovana del Po», la campagna promossa dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po e da Legambiente nell’ambito del progetto europeo Life Climax Po. Dati che parlano di sessantotto giorni di portate sotto la soglia critica, ma anche di un suolo che in alcuni punti si è abbassato fino a due metri e di acqua salata che, quando il fiume

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