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«Piccinni e Gluck, rivalità in scena»

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di Laura Zangarini

Sergio Rubini e la storia dei compositori del Settecento. Spettacolo tra teatro e musica, Cappelli autore

La sua prima opera, Le donne dispettose, è datata 1754. Sei anni più tardi, Niccolò Piccinni (1728 – 1800) compone a Roma il suo capolavoro giovanile, La Cecchina ossia La buona figliola, opera comica su libretto di Carlo Goldoni.

Il successo è travolgente: non solo gira i palcoscenici di tutta Europa, ma riesce, prima assoluta, a raggiungere la corte dell’imperatore cinese e perfino a superare l’Atlantico, ad arrivare in America.

«Fu più rappresentata delle opere di Mozart, ma pochi lo sanno» dice Valerio Cappelli, giornalista, scrittore, drammaturgo, autore di Piccinni e Gluck, una corona per due, al debutto in prima assoluta il 28 aprile al Teatro Piccinni di Bari, con musica dal vivo eseguita dal clavicembalista Gaetano Magarelli. La produzione sarà poi il 29 luglio al Ravello Festival (Salerno) e, nell’aprile 2027, all’Opera di Roma.

Al centro dello spettacolo, interpretato da Sergio Rubini, c’è la contesa che oppose Piccinni al cavaliere Christoph Willibald Gluck (1714 – 1787), artefice della grande Riforma musicale, considerato il maggiore operista del tempo.

I due si cimentarono, a distanza di tempo

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