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Petrolio in Italia, importazioni: Libia prima. Crollo della zona ex-Urss

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L’Africa rimane la regione da cui il nostro Paese importa più greggio. Non ancora visibili gli effetti della chiusura di Hormuz: arrivati a marzo 2026, infatti, gli ordini dal Medio Oriente sono aumentati rispetto al periodo equivalente dell’anno scorso

La Libia e l’Africa rimangono rispettivamente il Paese e il continente da cui l’Italia importa più petrolio. Sono infatti 3.662.000 le tonnellate di greggio arrivate da Tripoli nei primi tre mesi del 2026 (27,7% del totale importato), con un aumento dell’8,7% rispetto al periodo precedente del 2025. Leggero calo per quanto riguarda l’Africa come regione: da qui sono arrivate 5.502.000 tonnellate al marzo 2026, ovvero il 41,7% delle importazioni totali (-1,4%). Non sono ancora visibili, invece, gli effetti della chiusura dello stretto di Hormuz: tra gennaio e marzo 2026, infatti, gli ordini dal Medio Oriente sono aumentati del 23,3% rispetto al periodo equivalente del 2025. In totale dal Golfo sono arrivate 2.060.000 di petrolio, equivalenti al 15,6% del totale. Da sottolineare che il conflitto tra l’asse Usa-Israele e l’Iran è scoppiato il 28 febbraio 2026, con molti degli ordini di marzo che erano dunque già in viaggio all’inizio dello scontro bellico che ha portato alla chiusura di Hormuz, a dir poco

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