
di Marco Imarisio
Sullo sfondo il gas, Trump e Zelensky. Che accusa: soggetti Usa fanno affari in Crimea
Sarà una giornata impegnativa anche per l’incolpevole dottor Peng Pai. Nel lontano 2000, era un bambino che giocava nel parco Beihai di Pechino quando vide passare un gruppo di persone che scortavano un giovane Vladimir Putin alla sua prima visita in Cina, che lui salutò con la mano dal muretto dove era seduto. Il presidente russo si avvicinò, ricambiò il saluto, e lo aiutò a scendere. I fotografi al seguito scattarono una foto diventata celebre, che segnò la strada del giovane: laurea e specializzazione a Mosca, impiego «in una delle grandi aziende della Repubblica popolare», come ha raccontato il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov.
L’ostensione dell’ex ragazzo diventato simbolo dell’amicizia tra i due Paesi sarà uno dei piatti forti del cerimoniale di una visita della quale sembra avere più bisogno l’ospite che il padrone di casa. Putin arriva oggi a Pechino, accompagnato da una delegazione che oltre al ministro degli Esteri Sergey Lavrov schiera anche i vertici di Rosneft e Gazprom, vale a dire petrolio e gas. Non che sia una novità, il presidente russo e quello cinese Xi




