
Per alcuni pensionati l’assegno di agosto è più basso e la stessa riduzione tornerà a settembre. Non è però un taglio generalizzato delle pensioni e, soprattutto, c’è ancora tempo per intervenire prima che la sospensione possa trasformarsi in revoca definitiva
Una pensione leggermente più bassa del previsto, una voce sul cedolino che può passare inosservata e una scadenza che cade quando molti uffici e famiglie sono ancora alle prese con le ferie estive. Per alcuni pensionati agosto 2026 porta con sé una trattenuta INPS del 5%, destinata a ripetersi anche nel mese di settembre, ma la misura non riguarda indistintamente tutti coloro che ricevono una pensione: interessa una platea precisa, composta dai titolari di trattamenti che comprendono prestazioni legate al reddito e che, nonostante i precedenti solleciti, non hanno comunicato le informazioni reddituali riferite al 2022.
Il punto centrale, quindi, non è soltanto accorgersi che sul conto corrente è arrivato qualche euro in meno, ma capire perché quella somma è stata trattenuta e agire entro il 15 settembre 2026, data indicata dall’INPS come termine ultimo per regolarizzare la posizione attraverso una domanda di ricostituzione reddituale. Dopo quella data le conseguenze possono diventare molto più pesanti della riduzione temporanea di




