Home / Politica / Ranucci deciso a non lasciare Report. I dubbi dei pm sui silenzi su Lavitola

Ranucci deciso a non lasciare Report. I dubbi dei pm sui silenzi su Lavitola

image

di Ilari Sacchettoni

In Procura il giornalista non ha mai citato l’amico. Neanche dopo l’arresto degli attentatori

Grazie alle (pur lacunose) ammissioni di Valter Lavitola, sappiamo ora che i quattro esecutori materiali dell’attentato dinamitardo contro il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, i piccoli pregiudicati della provincia di Avellino, eseguirono il blitz su preciso input. Si tratta di un piccolo progresso a fronte dei molti silenzi. Ma per completare il quadro, il pm antimafia Edoardo De Santis, si propone almeno due obiettivi. In parallelo a ulteriori analisi sui dispositivi elettronici di Lavitola — cellulari e pc — il magistrato potrebbe risentire i protagonisti degli avvenimenti di Pomezia, gli indagati e la vittima. Quindi si delegheranno nuovi approfondimenti ai carabinieri del Nucleo investigativo e del Gruppo Frascati che in questi mesi hanno offerto riscontri precisi. Sul serio incombevano rischi sottovalutati sul giornalista Rai, come ha sostenuto il faccendiere?

 L’intenzione di riascoltare Ranucci è maturata all’indomani dell’arresto e dell’interrogatorio di Lavitola. Dalla Procura trapela perplessità verso una circostanza in particolare. Se è vero, come affermato dall’indagato, che questi suggerì l’ipotesi dell’intelligence israeliana dietro l’attentato del 16 ottobre, perché mai di tutto questo non vi è traccia nelle audizioni (in qualità

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: