
di Giovanni Vigna
Il progetto riguarda una nuova fermata ferroviaria vicino a San Martino della Battaglia. Il ministro Salvini ha confermato che l’aggiornamento dell’analisi costi-benefici ha dato un esito positivo
«Il Garda non può restare fuori dall’alta velocità». È la posizione della senatrice di Fratelli d’Italia Paola Mancini che, dopo la risposta del ministro Matteo Salvini all’interrogazione presentata al Senato, chiede un passo ulteriore: trovare le risorse e dare tempi certi alla stazione del Basso Garda.
Il progetto riguarda una nuova fermata ferroviaria vicino a San Martino della Battaglia, nel territorio comunale di Desenzano. La questione torna d’attualità mentre la nuova linea alta velocità Brescia-Verona si avvia a entrare in funzione entro la fine del 2026. Senza una stazione dedicata, i treni ad alta velocità attraverseranno il territorio gardesano senza fermarsi. Un paradosso per una delle principali aree turistiche italiane, che registra oltre 28 milioni di presenze all’anno. «Mi sono battuta per questo territorio perché una stazione Tav non è solo un’infrastruttura – afferma Mancini -. È il riconoscimento che il Garda è un sistema economico e turistico di rilevanza europea».
Il progetto di fattibilità tecnica ed economica della nuova stazione dell’alta velocità è stato




