di Valentina Iorio
Il governatore della Banca d’Italia: «La frammentazione geopolitica e il cambiamento tecnologico sollevano la stessa domanda per le banche centrali: come manteniamo la credibilità?»
L’intelligenza artificiale potrebbe aumentare la produttività del lavoro in Italia di oltre un punto percentuale all’anno. A dirlo è il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta. Nel breve termine gli investimenti legati all’Ia stanno già fornendo «un potente impulso alla domanda», soprattutto nelle economie all’avanguardia tecnologica, ha evidenziato Panetta intervenendo alla 10^ Conferenza annuale di ricerca dal titolo «La risposta delle banche centrali alle sfide future: resilienza, credibilità e innovazione» organizzata dalla Banca Centrale Ucraina, in collaborazione con la Narodowy Bank Polski.
Le sfide dell’AI
Gli investimenti in intelligenza artificiale stanno generando una forte domanda di capacità di calcolo, energia, lavoro specializzato. «Finché l’offerta non raggiungerà la domanda, queste pressioni potrebbero far salire i prezzi relativi e l’inflazione», ha spiegato Panetta. Nel più lungo termine, invece, «l’effetto dominante dovrebbe derivare dalla produttività». L’entità dei guadagni «rimane altamente incerta», ma il loro potenziale è considerevole.
Questi cambiamenti sono una sfida anche per le banche centrali, ha evidenziato il governatore della Banca d’Italia, che dovranno «perfezionare le loro analisi» per




