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Palermo, al Circolo dell’Unione (di cui è socio il sindaco) le donne non possono votare. Come nell’800

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di Redazione politica

Lo storico club di nobili e imprenditori deve acquistare la sede e ha aggiornato lo statuto. Ma il punto sulla partecipazione femminile è stato ignorato

Le donne possono entrare, partecipare alla vita del circolo e prendere parte alle attività sociali, ma non possono votare né candidarsi agli organi direttivi. Succede al Circolo Unione di Palermo, storico club cittadino fondato nell’Ottocento e frequentato da professionisti, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni, incluso il sindaco Roberto Lagalla.

A sollevare il caso è stato Il Fatto Quotidiano, che ha ricostruito come lo statuto distingua tra soci ordinari e «frequentatrici»: queste ultime, pur potendo accedere ai locali e alle iniziative del circolo, non hanno diritto di voto e non possono ricoprire cariche sociali.

La vicenda è arrivata anche in politica. L’eurodeputato di Fratelli d’Italia Alfredo Antoniozzi ha definito la norma «anacronistica» e ha chiesto al sindaco di Palermo Lagalla, socio del circolo, di verificare la situazione. Sulla stessa linea anche alcuni esponenti siciliani del partito, che hanno sollecitato chiarimenti sulla compatibilità di uno statuto di questo tipo con i principi di parità.

Secondo quanto riportato, il regolamento interno prevede che le donne possano essere ammesse come una

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