
di Luca Goffi
Il segretario cittadino Cammarata: «Le normative ci equiparano alle imprese che organizzano eventi per trarre profitto. Chi ci finanzia può dedurre integralmente il contributo delle tasse»
La partecipazione costi quel che costi. Il Partito democratico ha sfidato la burocrazia e gli ostacoli amministrativi per far rinascere la Festa de l’Unità in città dopo 16 anni. L’evento si è svolto al parco Castelli a inizio giugno e ha richiamato oltre 10 mila persone. Pertanto la soddisfazione dei democratici è tangibile e tutti sono già al lavoro per migliorare gli aspetti organizzativi in vista del prossimo anno.
L’obiettivo principale dei dem è contenere le perdite, la Festa 2026 si chiuderà con un rosso di circa 17mila euro. La scelta di riproporre l’evento anche nel 2027 mostra il coraggio e la forza del Pd. infatti le condizioni burocratiche ed economiche dissuadono qualsiasi formazione politica dall’avventurarsi in simili progetti. «Le normative ci equiparano alle imprese che organizzano eventi per trarre profitto», rivela il segretario cittadino Roberto Cammarata. La Festa de l’Unità «non essendo organizzata da un’associazione culturale ma da un’organizzazione politica non può avere il patrocinio della Loggia e quindi è soggetta alle tasse comunali», aggiunge.




