
La Cei li definisce “laboratori dei talenti”: luoghi di aggregazione e crescita capaci di prevenire emarginazione e isolamento
La Cei definisce gli oratori “Il laboratorio dei talenti” ed evidenzia questo aspetto di essere un ambiente popolare segnato da un chiaro stile educativo, capace di accompagnare le persone e prevenire situazioni di disagio ed emarginazione. Sul tema è stata realizzata la “Ricerca sugli oratori lombardi e disagio adolescenziale”, che nasce dall’intenzione degli oratori delle Diocesi lombarde di svolgere un approfondimento sul modo in cui attuano il loro impegno educativo nei confronti delle situazioni di disagio: baby gang, aumento dei crimini di minori, visibilità trasgressiva sui social, dipendenze. Emerge che, per le fragilità giovanili, le più avvertite tra i ragazzi sono quelle emotive e affettive (66,7%), la solitudine e il ritiro sociale (63,5%) e la dispersione relazionale (61,9%). L’oratorio funziona perché ha un accesso libero e non giudicante. Tra le leve di prevenzione più efficaci ci sono la valorizzazione delle attività sportive (definite “ingaggianti e trasversali”) e i laboratori espressivi/artistici.




