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Albertini: “Due pali e una rete. Così la parrocchia sembrava San Siro”

La leggenda del Milan è cresciuto all’oratorio di Villa Raverio in Brianza e racconta: “L’esperienza dell’oratorio fa parte del mio Dna di uomo”

Andrea Ramazzotti

Giornalista

24 ottobre – 14:39 – MILANO

L’oratorio è stato casa sua. Lo ha frequentato da bambino insieme al fratello Alessio, diventato sacerdote, e lì ha iniziato a giocare a calcio. Se Demetrio Albertini ha vinto tutto con la maglia del Milan e ha sfiorato sia Europeo e Mondiale con la Nazionale, il merito è anche di quegli anni all’oratorio di Villa Raverio, frazione di Besana Brianza. L’ex centrocampista ci è entrato quando era poco più che un bimbo e da allora è passato mezzo secolo, ma i ricordi sono ancora nitidi nella sua mente. 

Albertini, qual è il primo ricordo che le viene in mente di quegli anni all’oratorio? 

“A 10 anni mio papà, che faceva il capomastro muratore ed è stato il mio primo allenatore all’oratorio, mi portò a un provino a Seregno e sei mesi più tardi avevo già firmato il mio primo cartellino con il Milan, ma prima il calcio era in strada e al campo

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