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Oltre il solito elettrico: al Salone di Pechino cè la Cina a pistoni

imageIl termico sta tornando, sofisticato

Una delle notizie più chiacchierate del Salone di Pechino in effetti non riguarda un’auto ma un suo componente fondamentale: il motore termico, che l’industria occidentale stava ascrivendo ai posteri, è tornato al centro della scena proprio nel Paese che sembrava volerlo soppiantare con l’auto elettrica.

A Pechino la Horse Powertrain – la joint venture nata da Geely, Renault e Aramcoha uno stand dedicato interamente ai propulsori. In un salone dove fino a due anni fa la sfida era presentare l’elettrica con più autonomia o lo schermo più grande, è un cambio di paradigma enorme.

Buona parte delle attenzioni sono per il V6 biturbo che sarà pronto nel 2027: un motore raffinato, potente, sviluppato internamente con una competenza ingegneristica che non ti aspetti – o meglio, che non ti aspettavi. Ed è pure bello da vedere. Poi c’è Great Wall Motor, che ha portato un powertrain V8 ibrido ispirato dichiaratamente a quello della Ferrari SF90. Uno scherzo? No, lo hanno detto proprio loro durante la conferenza stampa.

La tecnologia plug-in viene celebrata con SUV enormi e potenze inaudite, ma i cinesi stanno lavorando anche sul full hybrid con un nuovo motore Geely che promette un’efficienza termica

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