
di Luca Goffi
La suggestione del consigliere provinciale Paolo Fontana (FI) per evitare il transito di centinaia di mezzi pesanti impiegati per trasportare il materiale da smaltire
Con il territorio ferito dall’ondata di maltempo, la difesa dell’ambiente diventa una priorità. In virtù di questa finalità, il consigliere provinciale con delega alle strade, Paolo Fontana abbozza una proposta: dare nuova vita alle rocce di risulta derivanti dalla realizzazione della galleria tra Gargnano e Tignale per creare moli e per proteggere le spiagge e i litorali dell’Alto Garda dall’erosione delle «lagheggiate».
È una soluzione ambiziosa ma «la sfida principale è ambientale e paesaggistica — dichiara Paolo Fontana di Forza Italia —. Bisogna individuare un progetto di riutilizzo da condividere tra enti e proporre al Ministero in alternativa all’allontanamento del materiale. Potrebbe essere parte del procedimento autorizzativo della galleria, magari come opera compensativa». Siccome sono stati prorogati i tempi (rispetto alla scadenza a fine 2026) per depositare il progetto esecutivo, gli enti locali puntano a inserire questa nuova soluzione per smaltire i circa 400mila metri cubi di materiale di scavo prodotti dai cantieri dell’infrastruttura.
Tra i vantaggi di questa ipotesi, il sindaco di Gardone Riviera, Adelio Zeni, indica




