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Casalino e la polemica woke: «Condivido la posizione di Conte. L’immigrazione preoccupa anche tanti gay»

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di Monica Guerzoni

Casalino: si deve parlare a chi nelle periferie vive le difficoltà di integrazione

Roma – Rocco Casalino risponde dalla casa del compagno Alejandro, in Colombia.
La cultura «woke» «non può essere l’ossatura ideologica di una forza progressista», come sostiene Conte?
«Condivido il suo ragionamento», risponde l’ex portavoce del leader M5S, omosessuale dichiarato, direttore del quotidiano online La Sintesi.

Questo riposizionamento favorirà Conte alle primarie?
«Conte ha sempre messo al centro le disuguaglianze».

È una mossa per scippare la leadership a Elly Schlein?
«No. Il problema nasce quando una battaglia contro le discriminazioni diventa una “religione morale”, concentrata sul simbolico e lontana dai problemi concreti».
Il movimento «woke» non ha anche importanti meriti?
«Ha portato attenzione su discriminazioni e diritti Lgbtqia+, ma alcune estremizzazioni hanno finito per danneggiare la comunità».

In che modo?
«Penso alle competizioni femminili delle atlete. Se si sostiene che una persona transgender debba essere considerata in ogni contesto come una donna biologica, ignorando l’equità sportiva, si offre a chi è omofobo un argomento per attaccare ingiustamente l’intera battaglia per i diritti Lgbtqia+».

Ha smesso di credere nelle battaglie per i diritti?
«Ci credo ancora, ma vanno condotte con equilibrio».

Vannacci sarà felice di leggere le

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