
di Simone Canettieri
Domani potrebbe essere a Parigi con Starmer e Merz
«Niente ping pong, ragazzi». Giorgia Meloni dice che ha reagito a dichiarazioni a cui non poteva non reagire (quelle sul Papa), ma non parteciperà al gioco del botta e risposta Roma-Washington. Si ferma qui. Tradotto: non è intenzionata a rispondere agli attacchi di Donald Trump.
Con molta calma le rispettive diplomazie sono al lavoro per ricucire lo strappo, ma senza forzature. Il ragionamento di fondo condiviso dalla leader con i suoi consiglieri è: «Il rapporto Italia-Usa non è certo finito, ci sarà sicuramente modo per parlarsi, niente panico».
Al contrario per Meloni è meglio dare segnali concreti sulla crisi internazionale in Medio Oriente. In questa ottica si può leggere per esempio la riunione di domani a Parigi chez Macron dei Volenterosi (a cui la premier potrebbe partecipare in presenza se ci saranno di persona anche Keir Starmer e Friedrich Merz, oltre al padrone di casa). Si tratta di far partire un piano di sminamento da mettere in campo, anzi in acqua, soprattutto se la tregua tra Iran e Stati Uniti sarà prolungata, per «liberare» lo stretto di Hormuz, l’imbuto di tutte le




