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Niente modifiche ai piatti, il ristorante sardo in Brasile che sfida la finta cucina italiana

La ristorazione italiana all’estero si trova da anni di fronte a un bivio identitario, stretta tra la necessità di assecondare il palato locale e il rischio latente di scivolare nell’omologazione, e Italia a Tavola, sta raccontando casi di chi difende la cucina nazionale fuori dai confini del nostro Paese. A Rio de Janeiro, una metropoli dove il concetto di cucina tricolore viene spesso declinato attraverso la lente di ingrandimento dei grandi numeri commerciali o di rivisitazioni contaminate da influenze franco-brasiliane, l’esperienza di Silvio Podda rappresenta un caso di studio controcorrente. Titolare del ristorante Casa do Sardo nel quartiere storico di San Cristóvão, Podda ha dimostrato come la risposta più efficace alla contraffazione culinaria non risieda nella difesa di un’italianità generica e inflazionata, bensì nella specificità delle singole identità regionali. Il percorso della struttura, nata nel 2010, fotografa un cambiamento strategico che ha ridefinito il rapporto con la clientela carioca. Se nei primi anni il menu si poggiava sui grandi classici della tradizione nazionale per superare una naturale diffidenza commerciale, nel tempo la proposta si è totalmente capovolta, arrivando oggi a essere composta per il novanta per cento da specialità ed elementi culturali strettamente sardi. Questa inversione di rotta ha permesso all’insegna

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