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Neet, i giovani che non lavorano né studiano dimezzati in dieci anni, ma sono ancora 1,2 milioni (e in Italia ci sono 1,7 milioni di posti vacanti)

di Irene Consigliere

Ora costano 24 miliardi al paese. Sono scesi dal 25,7% del 2015 al 13,3% del 2025. Con il programma Giovani e Lavoro Intesa San Paolo ha inserito 6mila giovani nel mondo del lavoro. L’Istituto prevede di assumere 13mila persone entro il 2030 se va in porto l’Opas su Mps.

Vero che in Italia il fenomeno dei Neet, vale a dire i giovani tra i 15 e i 29 anni, che non lavorano nè studiano è in forte diminuzione ma continua comunque a rappresentare una delle principali sfide sociali ed economiche. E’ quanto emerge dall’indagine “La condizione NEET. Dati, cause e politiche di un fenomeno in calo” realizzata dagli studenti della scuola di giornalismo Walter Tobagi con il sostegno di Intesa Sanpaolo e Fondazione Cariplo, basata su interviste e analisi di dati provenienti da ISTAT, Eurostat, Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. A fronte dell’ultimo dato ISTAT che rileva che un giovane su 5 non lavora(nella fascia 15-24 anni il tasso di disoccupazione giovanile è del 20,3%), il numero dei Neet (Not in education, employment or training) si è dimezzato dal 2015, passando dal 25,7% al 13,3% nel 2025. Solo Intesa SanPaolo entro il

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