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Mounk: «La politica sull’immigrazione di Trump resta impopolare, questa decisione potrebbe aiutarlo»

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di Giuseppe Sarcina

Per il politologo della Johns Hopkins University la Corte Suprema è nel mirino sia della frangia più accesa dei liberal che della base Maga

La sentenza della Corte, alla fine, «potrebbe aiutare Donald Trump», perché gli impedirà di fare una cosa molto impopolare negli Stati Uniti: togliere la cittadinanza a chi è nato nel Paese. È l’interpretazione di Yascha Benjamin Mounk, 44 anni, uno dei politologi più attenti all’ascesa del populismo. Nato a Monaco, in Germania, ha sviluppato la sua attività accademica negli Stati Uniti. Oggi insegna al dipartimento di Washington della Johns Hopkins University. Il suo ultimo libro è La Trappola identitaria, pubblicato in Italia da Feltrinelli.

La Corte Suprema, pur se composta da sei giudici conservatori contro tre democratici, ha dato torto a Trump su un tema cruciale come lo ius soli. È sorpreso?

«No. Nell’ultimo anno e mezzo, con Trump alla Casa Bianca, la Corte ha preso decisioni che potevano essere largamente previste. Spesso in Europa e in Italia si pensa che, poiché la maggioranza dei giudici è di orientamento conservatore, allora tutti si schiereranno sempre e comunque con il presidente repubblicano. Ma non è così. Anzi,

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