
di Al. S.
Niente procedura d’urgenza nell’esame a Montecitorio dopo che anche il Quirinale ha acceso un faro sul provvedimento: preoccupa il contrasto con il diritto comunitario. Anche la Ue resta vigile
Dopo l’accelerazione, una prima frenata. O, almeno, una marcia più bassa. Il Ddl caccia è al vaglio della commissione Agricoltura della Camera, dopo il primo via libera ottenuto una settimana fa nell’Aula del Senato. La decisione di incardinare subito il testo del ddl 1552 anche a Montecitorio, dove è stato registrato come atto C2984, aveva fatto ipotizzare una volontà della maggioranza di chiudere molto in fretta la partita, «prima dell’estate e forse addirittura entro luglio» secondo i rumors raccolti da alcune associazioni ambientaliste e animaliste. Ma intanto sembra essere tramontata l’ipotesi di adottare la procedura d’urgenza che era stata evocata da alcuni esponenti del centrodestra.
A confermarlo è stato nel pomeriggio Francesco Emilio Borrelli, capogruppo di Avs nella commissione, che spiega come non sia passata la linea dei «falchi» della coalizione di governo che volevano adottare la procedura d’urgenza. «Ora si procederà con le audizioni – aggiunge il deputato – e poi, solo dopo l’estate, abbiamo chiesto di votare gli emendamenti». Un ottimismo che però non tutti condividono, perché




