
di Barbara Visentin
Il musicista 23enne: «Se ci limitiamo agli standard del Novecento finiamo al museo»
Ha l’entusiasmo e l’energia dei suoi 23 anni, dei look da dandy e le capacità comunicative di un artista molto più navigato. Francesco Cavestri, pianista, compositore e divulgatore musicale, vuole dimostrare che alla sua età «si può fare jazz in Italia mantenendo i piedi nella musica contemporanea e in quel che oggi si ascolta».
Talento precoce del pianoforte, che ha iniziato a suonare quando aveva appena quattro anni, Cavestri si è diplomato in piano jazz al Conservatorio di Bologna, la sua città, a soli 20 anni. Ha studiato al Berklee College of Music di Boston e ha iniziato a farsi conoscere negli Stati Uniti e in Italia, esibendosi un po’ alla volta sui palchi di mezzo mondo. Dal 2024 fa parte del prestigioso roster di artisti Steinway & Sons e quest’estate sarà dal vivo in vari Paesi (fra gli appuntamenti italiani, il 10 agosto a Corciano, Perugia, e il 25 a Caorle, Venezia).
Il suo nuovo album, già il quarto, si intitola «Noè» e nel nome racchiude la sua idea di jazz «aperto e contaminato», raccontato come una metafora: «Il




